Truffe nella vendita di un'auto tra privati

In Italia ogni anno si vendono milioni di auto di seconda mano, c'è chi decide di affidarsi ad un professionista del settore automobilistico e chi invece preferisce risparmiare un pò di denaro e vendere il proprio veicolo privatamente. Se ancora non ne siete al corrente, sappiate che in quest'ultimo caso potrete essere truffati.

Le possibilità di truffa sono minime quando si calcola la percentuale delle vendite, ma non inesistenti. Per questo motivo è bene informarsi sui relativi rischi prima di procedere.

Il decalogo contro le truffe

Qualche tempo fa è apparso online un articolo relativo a questo genere di rischi che spiega le 10 regole fondamentali per potersi tutelare in caso di truffe. Il decalogo (scaricabile qui in versione Pdf) è stato messo a punto dall'Unasca, che attualmente rappresenta oltre tremila agenzie di pratiche auto presenti in Italia. A tal proposito è stato anche intervistato il segretario generale dell'azienda Ottorino Pignoloni che spiega come sia facile oggi truffare una persona che cerca di vendere la propria auto.

Attenzione quando le banche sono chiuse

Uno dei metodi più usati è quello di pagare il venditore, generalmente la sera del venerdì (visto che il sabato e la domenica questi istituti di credito sono chiusi), con un assegno. Pignolini consiglia di non accettare mai e in nessun caso assegni circolari e di rifiutarsi di firmare atti di vendita in bianco.

Chi ci sta realmente contattando in risposta al nostro annuncio su Internet?

Quando inserite un annuncio di vendita della vostra auto su un sito internet, inserendo foto, numero di km percorsi e quanto intendete ricavare dalla vendita, non appena l'annuncio diventerà visibile al pubblico nell'arco di poche ore vi arriverà qualche e-mail o telefonata per richiedervi informazioni riguardo all'auto che state vendendo. Prestate attenzione a riconoscere realmente gli interessati visto che alcune persone che vi contatteranno saranno magari solo dei curiosi che non hanno niente da fare e sono collegati sul sito in cui appare il vostro annuncio per trascorrere solo un po’ di tempo senza alcun reale interesse; qualcun altro magari ha lo stesso modello della vostra auto e vuole capire meglio la situazione del mercato, e solo una minoranza potrebbe essere realmente interessata all'acquisto. Tra tutte queste persone però potrete trovare anche un truffatore professionista che cercherà di farvi fare il suo gioco e quindi crearvi un tranello per portarvi via dei soldi, senza neppure che voi ve ne rendiate conto, almeno inizialmente.

La truffa del compratore straniero

Vediamo ora uno dei principali rischi di truffa: il “riciclaggio” e di cosa si tratta.

Poniamo il caso che avete una comune fiat punto 1.2 di cilindrata usata da vendere. Inserite quindi un annuncio di vendita su subito.it o un altro sito qualunque nella sezione auto. Dopo qualche ora o qualche giorno vi potrebbe contattare per telefono o indirizzo email uno straniero, lo capirete facilmente dalla sua email contenente parecchi errori di ortografia o dal suo modo di parlare se vi contatterà per telefono.

Chiariamo che qui non si tratta di razzismo, ma la maggior parte dei truffatori proviene da paesi stranieri, in genere dall'est Europa.

Se siete riusciti ad ottenere delle informazioni sul suo conto, come nome e cognome o numero di telefono, vi consigliamo di inserirli su qualche motore di ricerca come google. Infatti, se si tratta di un truffatore seriale vi potrebbe capitare di intercettarlo su internet. Se i vostri dubbi risultassero fondati vi basterà evitarlo, se invece non avete trovato nulla sul suo conto, vi conviene proseguire la trattativa in maniera molto cauta, cercando di ottenere maggiori informazioni, tipo la modalità di pagamento che vuole usare per acquistare la vostra auto, se desidera recarsi in zona per vedere e provare l'auto o altro.

In questo modo, se siete in contatto con un delinquente potrebbe scoraggiarsi vedendosi di fronte un venditore molto pignolo e riflessivo nei comportamenti. Se dopo questa serie di domande vi sembrerà di aver trovato realmente un possibile acquirente, potrete procedere tranquillamente alla trattativa economica (la più importante).

Se l'interessato si trova all'estero vi potrebbe offrire più denaro di quello che voi avete chiesto (capita spesso). Anche in questo caso si tratta di una truffa, e lo si può intuire abbastanza facilmente, visto che è quantomeno inverosimile che ci sia qualcuno disposto a regalarvi dei soldi senza che voi lo abbiate chiesto.

A proposito di offerte provenienti da paesi stranieri, ricordatevi che di auto usate ne è pieno il mondo, quindi non è molto credibile che una persona sia interessata a comprare un veicolo da un paese straniero, a meno che non si tratti di un modello particolare, magari poco diffuso nella sua nazione o il prezzo offerto sia completamente al di sotto del valore reale di mercato.

Anche perchè, oltre a dover contrattare un venditore che magari parla un’altra lingua (con tutti i problemi che ne derivano sia per i pagamenti che per il passaggio di proprietà), si deve considerare che il presunto compratore dovrebbe anche recarsi fino alla residenza del proprietario per vedere l'auto e dovrebbe poi spendere parecchi soldi per portarla via.

Quindi, considerato tutto questo, eccetto i casi particolari menzionati in precedenza, si dovrebbe escludere a priori una vendita fuori dalla propria nazione perchè al 95% è una truffa.

La truffa del compratore "momentaneamente all'estero"

Capita spesso che qualche furbo, per non trarre in inganno, affermerà di trovarsi momentaneamente all'estero, ma per motivi di lavoro si dovrà trasferire a breve nel vostro paese. Anche in questo caso si prospetta una truffa.

Avete mai visto una persona che compra un’auto in un paese straniero prima di andarci a vivere? A voi la risposta.

Molte di queste persone sono dei prestanome che lavorano per delle bande organizzate che riciclano il denaro. In questi casi l'acquirente vi chiederà di inviarvi il denaro aggiungendo una somma maggiore da quella che voi avete richiesto. Quando avrete ricevuto il denaro verrete contattati nuovamente per restituire la somma che avete ricevuto precedentemente.

Forse quanto letto fino ad ora potrebbe sembrarvi molto strano o addirittura surreale. Voi stessi potrete dire che solo una persona inesperta o che ama il rischio potrebbe cadere in una di queste trappole, ma vi assicuriamo che sono stati tanti i venditori che sono stati truffati usando queste metodologie “diaboliche” e purtroppo succede ancora ora, anche se fortunatamente grazie all'informazione succede sempre meno.

La truffa del falso funzionario della Giaba

In ogni caso, vi spiegheremo ancora più nel dettaglio uno stratagemma che viene usato spesso, in modo che possiate tutelarvi maggiormente contro questi imbroglioni. Consideriamo sempre l'annuncio della vostra punto messa in vendita sul web: dopo un po’ di tempo vi contatterà un possibile acquirente estero che risiede nella Costa d'Avorio. Subito si mostrerà interessato all'acquisto e vi chiederà i vostri dati bancari per potervi inviare il denaro richiesto. In pochissimo tempo vi ricontatterà per informarvi di avervi inviato il bonifico.

Dopo uno o due giorni vi chiamerà un falso funzionario della Giaba (questo ente esiste realmente ed è autorizzato al controllo del riciclaggio del denaro e controlla gli spostamenti di denaro dall'estero), ma in realtà è un complice del compratore che vi ha contattato.

In questo modo i due imbroglioni cercheranno di convincervi che la trattativa è reale e che un ente autorizzato sta monitorando tutte le transazioni per poter garantire trasparenza ed affidabilità, ma purtroppo è l'esatto contrario.

Per farvi cadere bene nella trappola dopo altri due tre giorni riceverete una mail che ha come mittente la Direzione Generale delle Imposte proveniente sempre dalla Costa d'Avorio che vi chiederà che se vorrete sbloccare il bonifico inviato dal vostro compratore. A quel punto, dovrete pagare un imposta pari al 7% del valore di vendita del vostro veicolo che vi verrà poi restituito in un secondo momento.

Se malauguratamente decideste di pagare questa somma di denaro, i ladri non si faranno certo tanti scrupoli e vi invieranno, come hanno fatto a tanti altri, una seconda email proveniente da un secondo ente, chiedendovi di inviare il 10% del valore di vendita del veicolo come tassa da pagare per il cambio della valuta, anche in questo caso vi rassicureranno che in breve tempo vi verrà restituito.

Le finte email vengono sempre studiate a regola d'arte in modo che sembrino inviate da veri uffici di controllo, e lo stesso discorso vale per i documenti inviati via fax mandati su carta intestata. Grazie a questi stratagemmi molte persone cadono nella trappola, considerando anche che vengono scelte solitamente auto dal valore di 3000 4000 euro, quindi le tasse si aggirano attorno ai 300 400 euro, un costo relativamente basso se consideriamo che si sta attendendo l’arrivo di un bonifico con un valore 10 volte superiore.

Eppure per evitare questa truffa basterebbe porsi una semplice domanda: è normale che un ente governativo vi contatti personalmente per una cifra di soli 3000 euro?

La truffa dell'assegno circolare falso

Un’ altra tecnica usata per truffarvi è l'assegno circolare falso. Questo metodo viene usato solitamente quando una persona cerca di vendere una macchina che ha un valore abbastanza elevato.

Attualmente, la truffa dell'assegno circolare falso viene usato sempre più spesso, e per questo motivo gli organi della polizia hanno deciso di creare un team specializzato in grado di individuare i responsabili per porre definitivamente un calo a queste innumerevoli truffe.

Immaginiamo di avere una Mercedes ML che vale circa 35 mila euro e aver deciso di venderla inserendo un annuncio su un giornale locale o su un sito di annunci su internet. Dopo qualche giorno potreste ricevere una chiamata di un giovane ragazzo che dopo qualche serie di domande iniziali sulle condizioni dell'auto si mostrerà subito molto deciso ed interessato ad un incontro per poter visionare attentamente e dal vivo il vostro veicolo. Fissato l'appuntamento, il giorno dell'incontro vi troverete di fronte un individuo ben vestito e dai modi apparentemente molto educati.

Una volta che avrà controllato l'auto nelle parti interne ed esterne (proprio come fa un normale acquirente), potrebbe chiedervi se disponete anche di un antifurto satellitare. Voi chiaramente risponderete senza fare troppo caso alla domanda.

Il giovane cercherà poi di fissare un secondo appuntamento entro brevissimo tempo. In quell’occasione non verrà solo, ma sarà accompagnato da un signore, anche lui molto distinto, con modi garbati e ben vestito. Di solito è un uomo sui 60 anni e si spaccia per il padre del giovane, dirà di essere un avvocato o un dottore e per confermare la sua identità vi mostrerà anche un suo documento. Per cercare di imbrogliarvi sempre di più, vi faranno credere che l'auto in realtà sarà un regalo che il padre vuole fare al figlio e che non baderà al prezzo pur di accontentarlo.

Vi proporrà quindi un acquisto immediato, pagando con un assegno circolare. Chiaramente, visto che è una truffa e l'assegno è falso, vi chiederà di recarvi subito presso un’agenzia di pratiche auto o presso il Comune per fare il passaggio di proprietà e portare via con sé l'auto dopo aver architettato il piano strategico.

Anche controllando attentamente l'assegno, non essendo esperti, difficilmente riuscirete a capire la sua validità. Solo dopo averlo depositato presso la vostra banca, quando ormai non avrete più l'auto, verrete chiamati dall'istituto di credito per essere informarti che l'assegno è falso.

Ormai sarà troppo tardi e vi accorgerete che il giorno stesso del passaggio i due uomini saranno andati al PRA per far radiare l'auto e poterla esportare all'estero; avranno versato le targhe e probabilmente saranno partiti per qualche paese dell'est. In pratica avrete perso la vostra auto e vi sarà impossibile recuperarla e rintracciare i criminali, anche perchè si saranno sicuramente sbarazzati della scheda sim usata per contattarvi.

La truffa del distinto titolare d'azienda

Esiste una truffa simile ma elaborata in modo migliore, studiata minuziosamente nei minimi particolari per i più diffidenti.

Più o meno funziona come descritto sopra, solo che all'appuntamento si recherà una sola persona, sempre ben vestita e con dei modi molto educati che una volta vista l'auto si dichiarerà interessato all'acquisto e per questo motivo vi farà avere una fotocopia di un suo documento d'identità e vi informerà di essere titolare di un’azienda indicandovi anche l’indirizzo della sede e la tipologia della sua attività.

Fatta la breve chiacchierata, vi fisserà un secondo appuntamento per procedere con l'acquisto del veicolo. Nel frattempo, per sicurezza, sarete andati a chiedere informazioni relative all'azienda in questione alla Camera di Commercio e avendo trovato le informazioni che stavate cercando e certi anche di avere con voi una fotocopia del documento d’identità dell’acquirente imbroglione, non andrete certo a pensare ad una truffa.

Purtroppo, anche qui verrete pagati con un assegno falso e quando andrete a verificare dove si trova l'azienda del truffatore vi accorgerete che in realtà non esiste. Voi vi chiederete come sia potuto succedere. In effetti è tutto molto semplice: grazie ad una legge italiana, anche un nomade senza una dimora può ugualmente prendere un domicilio. Fatto ciò nulla vieta che lui possa andare presso la Camera di Commercio per aprire un’azienda regolarmente e con lo stesso indirizzo convenzionale che risulta nel documento che via ha dato.

Purtroppo ben presto capirete che neppure l'azienda esiste. Anche sporgendo denuncia dai carabinieri non potrete fare nulla, perchè la vostra auto ormai sarà già lontano, oltre le frontiere

Come difendersi dall'assegno circolare falso

Detto questo, riportiamo di seguito un semplice consiglio che potrà darvi la certezza assoluta di non essere truffati.

Nel momento in cui vi verrà consegnato l'assegno, prima di fare il passaggio di proprietà, chiamate la vostra banca e chiedete ad un  dipendente di fare un controllo, indicando nome e cognome dell'intestatario, numero d'assegno e la banca emittente, dopo pochi minuti vi verrà data conferma della validità dell'assegno in questione.

Se il compratore cercherà delle scuse al momento di tale richiesta, sappiate che è una truffa al 100%. Non dimenticate mai che è meglio fare un piccolo controllo che perdere per sempre la vostra macchina senza vedere un solo euro in cambio.